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Trasferirsi in Norvegia, i pro e i contro

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La Norvegia attualmente è una delle mete preferite dagli italiani che decidono di trasferirsi all’estero in cerca di un lavoro.
Le aspettative che molti connazionali hanno, prima della partenza, si basano soprattutto sul passaparola, sulle numerose testimonianze rintracciabili sul web e, bisogna dirlo, anche su qualche luogo comune.

Sviluppare un personale “piano di azione” per sfruttare al meglio le opportunità offerte dal territorio e informarsi dettagliatamente su come muovere i primi passi in questa nazione, nettamente diversa dall’Italia sotto molteplici aspetti, oggi è più semplice grazie a siti web tematici (come il nostro Destinazione Lavoro) e grazie a blog come “Su al Nord il quale, attraverso la testimonianza diretta di un’italiana trapiantata in Norvegia, offre molte informazioni utili a chi sta pensando di iniziare una nuova avventura nel Paese scandinavo, o si trova già sul territorio e proprio per questo ha bisogno di confrontarsi con altri connazionali.

I pro e i contro di trasferirsi in Norvegia

Il coro di “voci virtuali” che dalla Norvegia giunge in Italia è molto discordante: se, da una parte, c’è chi consiglia vivamente quest’esperienza, dall’altra ci sono numerosi utenti che tendono a mettere in guardia i nuovi arrivati sul sistema locale, che può essere tanto efficiente quanto “duro”, soprattutto con gli stranieri appena arrivati sul posto.

Per facilitare una valutazione degli aspetti principali della vita nello stato scandinavo, vi proponiamo un elenco di “pro” e “contro”, ricavati direttamente dalle testimonianze presenti sul blog segnalato, che ognuno potrà valutare in base alle porprie aspettative.

Gli aspetti positivi della vita in Norvegia sono:

  • Rapporto tra stipendi e costo della vita: i prezzi di beni e servizi nel Paese sono molto elevati, così come le tasse da pagare allo Stato; di contro, però, gli stipendi sono commisurati al costo della vita, pertanto sono molto più alti rispetto alla media europea.
  • Tasso di disoccupazione e condizioni lavorative: il Paese ha il tasso di disoccupazione più basso d’Europa, grazie anche a una politica del lavoro che prevede condizioni più che discrete per i professionisti di ogni settore.
  • Istruzione: il sistema dell’istruzione locale è uno dei migliori d’Europa. Dall’asilo all’università, l’istruzione pubblica è gratuita per i residenti e, l’attivazione di scambi e tirocini retribuiti sin dalle superiori, favorisce l’ingresso dei ragazzi nel mondo del lavoro.
  • Meritocrazia: una parola che purtroppo in Italia è stata dimenticata, ma che in Norvegia ha non solo un valore, ma un riscontro effettivo nella realtà.
  • Natura e stile di vita: molte delle persone che arrivano sul posto si innamorano perdutamente degli straordinari paesaggi norvegesi, dai fiordi al verde lussureggiante che trasforma anche le città più grandi in spazi vivibili e a misura d’uomo. A ciò si unisce uno stile di vita molto rilassato, privo di stress e che valorizza in modo costruttivo il tempo, che i norvegesi amano dedicare a se stessi e a ciò che amano. Sia le città che i paesi più piccoli sono ottimanente attrezzati con strutture sportive, ludiche e centri culturali, che propongono frequentemente attività ricreative per tutti i gusti.
A fare da contrappeso a quesato elenco di fattori positivi, vi segnaliamo i cosiddetti “contro”:

  • I costi della vita: affitti molto cari (per un bilocale di modeste dimensioni, si parte da 1.000/1.200 euro al mese di affitto), trasporti costosi (la soluzione migliore è usare i mezzi pubblici, dato che le tasse di importazione sono carissime quindi, portare la propria macchina dall’Italia, potrebbe non essere conveniente) e tasse elevate, possono spaventare molti connazionali all’arrivo in Norvegia. La situazione si bilancia con gli stipendi medi, ma determinate attività, come una cena al ristorante, restano proibitive per molti.
  • Il cibo: per noi italiani è un aspetto fondamentale, ma in Norvegia i prodotti mediterranei sono davvero costosi: una bottiglia da 500 ml di olio d’oliva, ad esempio, costa dai 10 euro in su. I prezzi dei prodotti locali, come patate e salmone, sono un po’ più contenuti.
  • Sussidio di disoccupazione e congedo per maternità: lo stato aiuta i cittadini in difficoltà e le donne in maternità con sussidi e condizioni speciali, ma per gli stranieri c’è l’obbligo di aver lavorato per almeno un anno sul territorio. I figli di immigrati nati in Norvegia, inoltre, non hanno diritto alla cittadoinanza immediata.
  • Servizio sanitario: è gratuito solo per i cittadini che hanno pagato le tasse in Norvegia per almeno un anno. Prima di allora, solo le donne incinte e i bambini possono usufruirne in maniera immediata.
  • Adattamento allo stile di vita norvegese: adeguarsi allo stile di vita locale non è semplice: la socializzazione è tendenzialmente più difficile, soprattutto a causa delle barriere linguistiche, ma anche per la naturale tendenza dei norvegesi alla riservatezza e al trascorrere il tempo in solitudine. Altri aspetti da considerare sono il clima molto rigido durante tutto l’anno (le temperature estive raramente superano i 20 gradi) e la lingua locale, difficile da imparare ma fondamentale per vivere e lavorare sul posto.

    Alla luce dei dati riportati, gli aspetti positivi e quelli negativi sembrerebbero equipararsi, ma vi sono fattori che potrebbero determinare un’inversione di rotta per alcuni di voi. Siete sempre decisi a partire?

    Segui il blog di un’italiana in Norvegia: Biancamilla e il suo blog Su al Nord

    norvegiani.wordpress.com