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Documenti necessari per vivere e lavorare in Svezia

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In un periodo di forte mobilità internazionale, un numero sempre maggiore di Italiani sceglie di trasferirsi all’estero per cercare lavoro.

Spesso la scelta della propria destinazione si basa su fattori come il livello medio degli stipendi e le reali possibilità di trovare un impiego.
Ragionando In questo senso, la Svezia appare sicuramente una meta molto appetibile per gli italiani in trasferta, grazie ai salari al di sopra della media e a un’elevata qualità di vita.

Ciò che i nostri connazionali in partenza non sanno, o che scoprono solo all’atto pratico, è che stabilirsi nel Paese è più complicato di quanto potrebbe sembrare.

Se da una parte, la nazione appartiene alla cosiddetta “area Shengen”, e pertanto garantisce la libera circolazione dei cittadini provenienti da Paesi terzi dell’Unione Europea, dall’altra va considerato che, per permanenze che superano i 3 mesi di tempo, la politica sociale locale cambia notevolmente, divenendo più difficoltosa per i cittadini comunitari.

Documenti necessari per vivere in Svezia

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Innanzitutto è bene affiancare alla carta d’identità un passaporto rilasciato dopo il 2006 e non in procinto di scadenza.

Mentre fino a qualche anno fa era sufficiente avere una prova di domicilio per poter richiedere il Personnummer, il numero di identificazione dello straniero fondamentale per poter usufruire dei servizi nel Paese e per poter sottoscrivere un contratto di lavoro, oggi la procedura è molto più complicata e l’esito positivo non è più garantito.

Il primo passaggio che è stato aggiunto, è il tramite previo del Migrationsverket, l’ufficio Immigrazione svedese, a cui prima ci si poteva iscrivere dopo aver ottenuto il Personnumber.

Oltre a ciò, il cittadino deve iscriversi anche al Skatteverket, l’ente fiscale locale.

Procedure complicate e non sempre garantite

Per poter restare nel Paese, è necessario innanzitutto segnalare sin da subito la propria presenza al Migrationsverket, e dimostrare la ragione per cui si intende rimanere: motivi di studio, ricongiungimento con il proprio coniuge residente in Svezia, avere trovato un lavoro o essere intenzionato a cercarne uno.

In quest’ultimo caso, generalmente si ottiene una residenza provvisoria che scade dopo sei mesi dal primo arrivo nel Paese.

Gli italiani che lavorano per un’azienda con sede in Svezia (anche se straniera), avranno invece facile accesso alle trafile burocratiche necessarie, e non incontreranno grosse difficoltà nell’acquisire la residenza definitiva.

Il conseguimento dei documenti necessari per poter ottenere il cosiddetto uppehållsrätt, ossia il diritto di soggiorno, dovrebbe avvenire al soddisfacimento di almeno uno dei seguenti requisiti, come stabilisce la normativa UE:

  • svolgere un’attività lavorativa, di studio o essere parenti di qualcuno che risiede o può risiedere nella nazione svedese;
  • avere un’assicurazione sanitaria;
  • dimostrare di avere mezzi economici sufficienti a garantire il proprio sostentamento, senza pesare sullo stato.

Un cane che si morde la coda

Nella realtà attuale, il soddisfacimento di questi requisiti viene ostacolato da una serie di paletti burocratici che rendono più difficile il rilascio del diritto di soggiorno.
All’atto pratico, la procedura più efficace è quella di trovare uno “sponsor”, ossia un’azienda che garantisce per il cittadino e dimostra di essere intenzionata ad assumere l’emigrato (una pratica simile a quella da compiere per trasferirsi in Australia).

Altrimenti, ottenere il Personnumber sarà improbabile se non si possiede un lavoro o un’assicurazione sanitaria, ma nello stesso tempo, sarà difficile ottenere un lavoro o essere accettati da un’assicurazione sanitaria senza il Personnumber.

Da qualche tempo a questa parte, inoltre, il Paese non riconosce più la Tessera Europea di Assicurazione Malattia (TEAM), un ulteriore ostacolo per la permanenza di un italiano in Svezia.

Fais, la Federazione delle Associazioni Italiane in Svezia

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Sul territorio svedese opera un ente che, dagli anni Settanta, rappresenta un vero e proprio punto di riferimento per gli italiani emigrati. Il suo nome è Fais, ed è la Federazione delle Associazioni Italiane in Svezia.

L’ente si propone come tramite tra la comunità italiana locale e quella svedese, lavorando attivamente per favorire l’integrazione degli emigrati provenienti dal nostro Paese.

La Fais, inoltre, offre un supporto concreto a tutti quegli italiani in procinto di trasferirsi nella nazione, o che sono da poco arrivati in Svezia, sia tramite il sito web che mediante l’attivazione di uno sportello d’ascolto gratuito, a cui si accede su prenotazione.

L’ente, si occupa infine della pubblicazione dell’unico periodico in lingua italiana distribuito in Svezia, dal titolo “Il Lavoratore”.

Per maggiori informazioni contattare lo Sportello di consulenza per italiani in Svezia:

http://www.fais-ir.org/