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Il fenomeno degli italiani all’estero, lo studio di DestinazioneLavoro

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Dove vanno le migliaia di italiani che ogni giorno decidono di trasferirsi all’estero? Trovano realmente un lavoro? Sono felici della loro nuova vita? Conoscevano già la lingua del Paese ospitante prima di partire?
Questi sono solo alcuni dei quesiti che i nostri connazionali si pongono quotidianamente, in vista di una possibile partenza o semplicemente per comprendere questo fenomeno migratorio che sta interessando le nazioni più colpite dalla crisi. Abbiamo condotto un’indagine statistica sulla vita all’estero degli italiani e individuato dei dati molto interessanti:

Il quadro che emerge dal confronto dei dati che abbiamo raccolto nei mesi scorsi, delinea un quadro generale della situazione degli italiani all’estero molto interessante. Le destinazioni preferite dai nostri utenti sono la Spagna (dato curioso, considerando che il Paese appartiene a quell’area europea considerata “critica” dal punto di vista economico) e l’Inghilterra (come riportato anche dall’agenzia Sognando Londra, seguita a ruota dall’Australia, che supera di poco gli Stati Uniti d’America.

La lingua più parlata dagli italiani all’estero resta comunque l’inglese, seguita dal francese e dallo spagnolo. È importante notare come la maggior parte degli intervistati abbia dichiarato di conoscere già, seppur in maniera non approfondita, l’idioma della nazione estera di destinazione (il 40% del totale), mentre un significativo 27% non aveva alcuna competenza linguistica al momento della partenza. Altri dati interessanti riguardano l’alloggio in cui i nostri connazionali vivono, lo stipendio percepito, l’utilità dei titoli di studio conseguiti in Italia (risultata molto bassa) e, in generale, il grado di soddisfazione per la propria situazione attuale.

In conclusione, possiamo affermare che gli italiani che hanno fatto “il grande salto” sono pienamente soddisfatti della loro nuova vita e hanno trovato all’infuori dell’Italia la possibilità di realizzarsi professionalmente e personalmente, pur non avendo una conoscenza approfondita della lingua o contatti professionali utili al momento della partenza.