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L’Italia a confronto con il resto d’Europa

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L’elevato costo della vita rispetto agli stipendi percepiti, la lentezza di azione dello Stato italiano e l’inefficacia delle riforme degli ultimi anni, hanno portato moltissimi connazionali a lasciare il Paese per lavorare all’estero. Questo flusso migratorio sta letteralmente ridisegnando il panorama socio-economico europeo, e potrebbe determinare, nei prossimi anni, la definizione di un nuovo assetto economico del continente.

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La spesa quotidiana di un lavoratore medio

I parametri valutati da ogni singolo cittadino per la scelta della nazione di destinazione riguardano soprattutto le possibilità di lavoro offerte e il costo della vita quotidiana. L’ADOC (Associazione Italiana per la Difesa e l’Orientamento dei consumatori) offre una serie di dati molto utili in questo senso. Di seguito si riportano gli attuali prezzi medi di generi e servizi di prima necessità in Italia, e nei Paesi europei in cui il rapporto tra stipendi e costo della vita è più equilibrato, ipotizzando le spese-tipo di un lavoratore durante la giornata:

  • Colazione
  • Trasporto privato
  • Rc auto
  • Pranzo fuori casa
  • Dieci minuti di chiamate verso i cellulari
  • Bollette
  • Cena a casa

Rapportando questi dati con quelli sugli stipendi medi mensili, emerge chiaramente la posizione di svantaggio dell’Italia rispetto agli altri Paesi europei, mentre si conferma il primato di Germania, Gran Bretagna e Francia per quanto riguarda la sostenibilità del costo della vita.